Colori che Scaldano

Diario di bordo: progetto Colori che Scaldano

L’anno scorso nell’ambito della Terapeutica Artistica, a Milano, è nata l’idea di trasformare una mia opera individuale in opera condivisa, che fosse basata su due principi a me cari: l’abbraccio e il dono. Mi sono messa in gioco e ho incontrato persone meravigliose che altrimenti non avrei incontrato.

Ho iniziato il mio viaggio a dicembre, adesso è passato quasi un anno e sono cambiate molte cose da allora. Ho presentato il progetto, ho scoperto che i tempi che mi ero data non corrispondevano a quelli necessari. Alcune persone ci hanno creduto e mi hanno aiutata a conoscere un’associazione interessata al progetto che non si è concluso come avevo immaginato in autunno, ma che è ancora in crescita.

Dopo mesi di silenzio, prima che me ne accorgessi, era già di nuovo dicembre. E ho ricominciato a muovermi e muovere entusiasmo ed energia.

Io sento tutta la responsabilità di cui mi sono fatta carico verso le persone che partecipano all’Opera d’Arte Condivisa già dall’anno scorso quando ho iniziato il mio cammino per la sua realizzazione.

Riprendo così questa bellissima Condivisione iniziando con il raccontare a che punto è il progetto per tutte le persone che fossero interessate ad aderire e per poter aggiornare i partecipanti:

-tra dicembre 2014 e gennaio 2015 ho incontrato i primi partecipanti e cercato adesioni e fiducia. Sono stati raccolti circa 50 moduli di lana e molti gomitoli da lavorare a maglia.

-in primavera ho conosciuto un’Associazione che si è mostrata aperta e disponibile al progetto e con loro ho iniziato la trasformazione dell’opera “Vestito inutile” (dei primi anni del 2000), smembrandola piccoli moduli.

-in estate mi sono fermata per fare una riflessione su come procedere e come ovviare al divario tra sogno e progetto, visto che tra i tempi che mi ero data e quelli necessari a creare una rete di relazioni si è aperto un divario e ho pensato alle possibili soluzioni.

-In autunno ho ripreso in mano la situazione, ho coinvolto i miei compagni di corso vecchi e nuovi, modificato la consegna sul formato dei moduli, riproposto in modo più adeguato e ufficiale il progetto all’Associazione.

Adesso è ripartito e sono più consapevole e mi sento sostenuta dalla Condivisione. L’abbraccio e il dono sono questioni delicate che hanno bisogno di corpo, di relazione e di struttura. Deve esserci un percorso che porta ad arrivarci. E come artista terapista il mio desiderio è realizzare Colori che Scaldano, quindi in continuità con ciò che è stato fatto, proseguiamo. Insieme.

Robi Mui

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